10 Set Bollino Blu Caldaia: cos’è, quanto costa e a chi spetta
Il bollino blu è un controllo periodico che viene effettuato sulle caldaie, per certificare il corretto funzionamento dell’impianto e per verificare che questo rientri nei parametri dei consumi energetici. Quando viene eseguito il controllo, si va a fare anche un’analisi dei fumi di scarico per scoprire se c’è traccia di un’eventuale emissione di sostanze inquinanti al di sopra dei limiti consentiti.
Il Bollino blu alla caldaia è obbligatorio?
Facendo riferimento al decreto legge emesso nell’agosto del 2005, questi controlli sono obbligatori e devono essere periodicamente effettuati per non ricorrere in sanzioni. Sono le caratteristiche dell’impianto e l’anno d’installazione a determinare la periodicità dei controlli.
Ogni quanto si fa il bollino alla caldaia?
Una nuova caldaia per esempio prevede un primo controllo già al momento della sua installazione; se l’impianto passa la verifica, viene rilasciato un bollino con la validità di 4 anni.
A questo punto il controllo da fare resta ogni 4 anni se l’impianto si trova all’esterno, ha meno di 8 anni ed una potenza non oltre i 35 kw. Si passa ad un controllo ogni 2 anni quando la caldaia supera gli 8 anni di vita e quando si trova all’interno dell’abitazione.
Il controllo va effettuato invece con cadenza annuale per gli impianti centralizzati dei condomini o se la potenza della caldaia è superiore ai 100 kw e viene usato come combustibile il gasolio o altri combustibili solidi come carbone, legno o pellet.
Sanzioni in caso di mancato bollino blu
Come accennato, la mancata verifica degli impianti può portare a sanzioni e multe, che colpiscono sia il proprietario dell’unità immobiliare interessata sia la ditta incaricata ai controlli. Le multe possono variare tra i 500 e i 6000 euro a seconda delle casistiche.
Quanto costa il bollino blu alla caldaia?
I costi di questo controlli possono variare a seconda delle operazioni che devono essere effettuate. La semplice chiamata dell’operatore prevede già di suo un costo medio di circa 50 euro che però non viene mai fatta pagare quando si fa effettuare il bollino blu. La si paga nel caso in cui, per un qualsiasi motivo, il proprietario della caldaia non faccia fare il suo lavoro al tecnico.
In media il costo del bollino si assesta tra i 70 e i 90 euro (dati anno 2020) ma in alcuni casi c’è chi chiede di più e c’è anche chi chiede di meno.
Bisogna poi aggiungere ovviamente eventuali interventi che non possono rientrare nella manutenzione ordinaria o straordinaria. Se la caldaia non funziona e deve essere riparata prima di effettuare il bollino, il costo dell’intervento della riparazione si somma a quello del bollino. Sembrerà ovvio quanto detto, ma vi assicuro che ogni tanto capita il furbetto della situazione che chiama con la scusa del bollino, si fa riparare la caldaia e poi cerca di pagare il solo bollino blu.
Affidarsi sempre a ditte di assistenza caldaie autorizzate
Come è facile immaginare, la manutenzione degli impianti dev’essere affidata a ditte di assistenza caldaie di professionisti del settore, autorizzate dal Comune di Roma (per noi che viviamo e lavoriamo nella capitale) a effettuare i controlli dei fumi e le varie operazioni richieste. Una volta eseguiti i lavori, i tecnici daranno all’utente i documenti che attestano l’avvenuta manutenzione e compileranno il libretto di efficienza energetica dell’impianto (ex libretto d’impianto).
A chi spetta il pagamento del bollino blu? Proprietario o inquilino?
Se ci si chiede chi debba sostenere i costi delle operazioni di manutenzione, bisogna innanzitutto verificare quali sono gli interventi da effettuare. Le operazioni di manutenzione ordinaria sono generalmente a carico dell’inquilino. Questi comprendono quindi i periodici interventi di pulizia della caldaia, il bollino blu, il controllo dei fumi come anche l’accensione dell’impianto all’inizio della stagione invernale e il suo spegnimento al termine.
Nel caso invece di rottura dell’impianto, sarà il proprietario dell’immobile a farsi carico delle spese.
Un discorso a parte va fatto se viene appurato che la causa della rottura è data dalla negligenza dell’inquilino riguardo alle operazioni di manutenzione dovute. Se la cosa venisse dimostrata, ad esempio per l’assenza di certificazione degli interventi, potrebbe dover rispondere anche dei costi per la sostituzione o riparazione della caldaia.
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